Venerdì 3 novembre 2017 - ore 10.00 - Palazzo Hanbury
Convegno di Studi "Giardini Botanici Hanbury: un laboratorio interdisciplinare"

Contatti tra culture diverse in un paradiso della Riviera

Festival della Scienza 2017

L'incontro ha lo scopo di evidenziare e sottolineare come un giardino botanico, in particolare storico e di acclimatazione, possa trasformarsi in un laboratorio a cielo aperto dove numerose e diverse discipline possono convivere e integrarsi tra loro.
I relatori che prendono parte all’incontro, sulla base delle loro competenze di docenti universitari, prendono in esame il caso dei Giardini Botanici Hanbury, e mostrano come possano essere di grande importanza per le loro attività di ricerca e insegnamento. Il giardino non è solo un luogo di bellezza dove osservare fiori e piante, ma uno strumento di studio e approfondimento.
Lo studio delle piante è qui collegato alla conservazione della biodiversità di ambienti naturali dove il giardino è nato nel 1867 e all’uso potenziale delle piante per fini farmaceutici ed industriali. La ricchezza artistica dei manufatti presenti nei Giardini si inserisce in un ambiente naturale già molto particolare e crea una situazione paesaggistica unica che viene studiata dagli architetti di tutto il mondo. Questi pregi determinano un crescente interesse turistico ed economico che sta assumendo sempre maggio rilievo per il Ponente ligure. Non deve essere dimenticata, infine, la funzione didattica che il giardino svolge nell’educazione di base sul rispetto per l’ambiente e la natura, rivolta soprattutto alle nuove generazioni.
Il giardino botanico è quindi un luogo previlegiato di contatti tra discipline differenti, tra ricercatori di paesi diversi, di occasioni tra docenti e discenti che poche altre strutture offrono.

Programma:


h 10-10,40

Mariotti M.G.: Ruolo di un Giardino di acclimatazione
Un giardino di acclimatazioni è nato storicamente per soddisfare fini economici e finanziari. Solo nell’800 è diventato un luogo di collezione e di studio di piante fuori dal loro ambiente naturale. I giardini Hanbury si inseriscono in questo secondo contesto. Da luogo di studio a partenza per una attività quasi industriale che ha coinvolto tutta la Riviera di Ponente.

Zappa E.: L’interesse degli Hanbury per la farmaceutica
Si racconta l’interesse della famiglia Hanbury per la farmaceutica, dallo storico laboratorio Allen & Hanbury di Plough Court (Londra), tra le più importanti industrie farmaceutiche inglesi del 19°secolo, a Daniel Hanbury, botanico e farmacologo, fratello maggiore del fondatore dei Giardini Thomas Hanbury.

Cornara L.: Applicazioni dello studio delle piante medicinali
Fin dalle sue prime visite a La Mortola (1867-1868) Daniel Hanbury si impegnò per introdurre piante rare e preziose provenienti da tutto il mondo, in particolare quelle di importanza farmaceutica, es. Aloe ferox, Illicium verum ed Euphorbia resinifera. Il Giardino assunse dunque fin dai primi anni la connotazione di luogo di conservazione e studio delle piante medicinali. Ancora oggi è possibile usufruire di questo potenziale, studiando le tante piante medicinali ancora presenti tramite le moderne tecniche di indagine che permettono di caratterizzare i principi attivi e i loro meccanismi d'azione.

h 10,40-11,20

Zotti M.: La ricchezza micologica dei Giardini
I funghi, spesso strettamente correlati alla componente vegetale, sono parte integrante degli ecosistemi anche nell’ambito dei giardini botanici. Gli studi, da poco intrapresi ai Giardini e riguardanti i macrofunghi, mostrano una considerevole ricchezza di specie, sia epigee, che ipogee, di grande interesse.

Monfalcone M. e Bianchi N..: "Le meraviglie dei giardini sommersi”
La bellezza paesaggistica dei Giardini Botanici Hanbury non è soltanto quella che possiamo osservare passeggiando nei suoi giardini ma, immergendoci al di sotto della superficie del mare, si apre un mondo di altrettanto meravigliosi giardini sommersi che rendono unici e preziosi i fondali costieri dell'area di Capo Mortola. Le praterie di Posidonia oceanica, le foreste animali tipiche dell'habitat a coralligeno, le due grotte marine permettono la costituzione di una fauna tipica completamente differente da quella che si ritrova altrove.

Piazza M: Pregi geologici dei Giardini e candidatura a Patrimonio Unesco
L'area dei GBH presenta un'eccellente esposizione di fossili, rocce e strutture geologiche che supportano la candidatura de “Le Alpi del Mediterraneo”, territorio transfrontaliero di oltre 2100 km2 posto al margine sud della Catena Alpina, quale Patrimonio UNESCO in ragione del Valore Universale Eccezionale (migliora la comprensione della storia della Terra essendo possibile osservare qui tre cicli geodinamici).

h 11,20-12,20

Rulli S. e Magnani L..: Elementi di interesse artistico nel disegno dei Giardini Hanbury
Due generazioni della famiglia Hanbury, tra gli anni sessanta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, determinano con la loro cultura complessa un apparato decorativo che segna i giardini della Mortola. Dal gusto archeologico, alla evidenza dell’esperienza orientale, al fascino della classicità, alla naturale riproposizione di elementi tipici del giardino all’ italiana: leggere singolarmente questi elementi può arricchire la straordinaria esperienza della vista.

Mazzino F.: Un modello per la progettazione sostenibile dei giardini mediterranei.
Nel "Manifesto for a Landscape Project for equal and sustainable developement" (53° Congress International Federation of Landscape Architects, Torino, 2016) ci si è prefissi di rendere operative le indicazioni scaturite da COP21 – Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite, (Parigi, 2015) con la conservazione delle risorse naturali e l’attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici Nei Giardini botanici Hanbury sino dalla loro fondazione si realizzò una progettazione sostenibile attuata con la protezione dei caratteri naturali del promontorio di Capo Mortola, il controllo del dissesto idrogeologico, la gestione delle risorse idriche, la considerazione dei caratteri microclimatici, l’apprezzamento per la bellezza della vegetazione spontanea e del paesaggio costiero. L’organizzazione spaziale e la collocazione delle piante furono ideate in funzione dell’acclività e dell’esposizione; suddividendo la proprietà in tre parti che corrispondono a diverse fasce di acclività e condizioni microclimatiche per realizzare tipi di giardini che costituiscono ancora oggi un modello per i giardini del Mediterraneo.

Fontana F e Mariotti M.: I Giardini Botanici Hanbury e la terza missione
I giardini Botanici Hanbury non sono solo un luogo di bellezza e di insegnamento della Botanica ma l’attività dell’Università di Genova porta la struttura verso l’adempimento della “Terza Missione”. Le attività proposte mirano a valorizzare il patrimonio culturale, la promozione dell’arte, a rafforzare il legame con il territorio, ad attuare concretamente la conservazione della Natura, a promuovere lo sviluppo sostenibile a considerare il più possibile l’inclusività di tutte le categorie sociali

Bochicchio F. e Varani N..: Il Giardino come luogo d’educazione
In che senso e a quali condizioni il giardino è luogo di apprendimento, e non soltanto di contemplazione delle bellezze della natura? Sullo sfondo di tale domanda si profilano questioni culturali che riguardano l’educazione della collettività. I Giardini Botanici Hanbury sono un patrimonio culturale, non soltanto botanico, che l’educazione è sollecitata a valorizzare affinché i soggetti di ogni età possano trasferire l'apprendimento appreso dal giardino botanico a quello della loro crescita personale.

Conclusione dei lavori:

h 12,20-12,30

Minuto L.: Conclusione del Presidente/ Comunicazioni sugli eventi ancora in programma per le celebrazioni del 150°

Informazioni e contatti

Quando:
Dove:
Giardini Botanici Hanbury
Referente:
Coop. Omnia
Contatti:
Informazioni biglietteria tel. 0184 229507 - email: info@cooperativa-omnia.com