Progetto LIFE STOPVESPA

Impatto della specie invasiva Vespa velutina sulle comunità di insetti e sull’ecosistema


Osmia (Allosmia) rufohirta------- Osmia (Helicosmia) niveata-------Rhodanthidium septemdentatum -------Rhodanthidium septemdentatum -------Xylocopa violacea

I Giardini Botanici Hanbury collaborano con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino all’azione di monitoraggio delle comunità di api selvatiche prevista nel progetto LIFE STOPVESPA (LIFE14 NAT/IT/001128) (www.vespavelutina.eu).

Il progetto STOPVESPA prevede di raccogliere ed elaborare informazioni sulla presenza e sugli impatti del calabrone asiatico a zampe gialle (Vespa velutina Lepeletier 1836) e di istituire un sistema di allerta precoce e di riposta rapida per contenerne l’espansione. V. velutina è la prima specie di vespa accidentalmente introdotta dall’Asia in Europa. L’incidenza degli impatti e dei danni associati a V. velutina non è ancora stata sufficientemente quantificata. Per questa ragione, all’interno del progetto STOPVESPA si è prevista un’azione di valutazione degli impatti di V. velutina sulle comunità di api selvatiche e sul servizio di impollinazione a loro associato.

Molte delle piante coltivate e gran parte delle specie vegetali selvatiche riescono a riprodursi attraverso il servizio ecosistemico di impollinazione fornito dagli insetti. Oltre a questo, l’impollinazione entomofila agisce positivamente sulla quantità e sulla qualità di frutti e sementi prodotti da molte piante coltivate. Gli insetti più efficaci nel fornire il servizio di impollinazione sono l’ape domestica (Apis mellifera L.) e le api selvatiche. In Italia, i ricercatori hanno individuato 944 specie di api selvatiche ma è molto probabile che il loro numero sia superiore alle 1000 specie. Questa ricchezza di specie rende l’Italia uno dei paesi europei con la maggiore biodiversità di apoidei selvatici.

Negli ultimi decenni, sta destando grande preoccupazione la conservazione del servizio di impollinazione. Questa preoccupazione è motivata dalla riduzione della ricchezza e dell’abbondanza di specie di api selvatiche, dovute all’impatto dell’agricoltura intensiva, ai cambiamenti climatici, alle modifiche del paesaggio e dalla perdita di molte colonie di ape domestica imputabile all’insorgenza di nuove patologie e all’arrivo di nuovi predatori. Dal 2012 in Liguria l’ape domestica e le api selvatiche devono fronteggiare l’attività predatoria di V. velutina; questa potrebbe ulteriormente deteriorare il servizio di impollinazione.

Il DISAFA ha perciò implementato una rete di monitoraggio delle api selvatiche selezionando aree secondo un gradiente di densità di V. velutina: da aree in cui la sua presenza è massima ad aree in cui è assente. Ad intervalli regolari vengono, quindi, campionate le comunità di insetti impollinatori presenti. I Giardini Hanbury fanno parte della rete di monitoraggio ed essendo questa area molto ricca di fioriture differenti, ci aspettiamo di riscontrare una comunità di impollinatori selvatici caratteristica dell’ambiente. L’azione di monitoraggio, che ai Giardini Hanbury è iniziata nel 2016 e proseguirà nel 2017, al momento ci ha permesso di identificare 43 morfo-specie di api selvatiche presenti nell’area.