Le salvie di ambienti aridi e la collezione dei Giardini Botanici Hanbury

Ai Giardini Botanici Hanbury è possibile incontrare molti esemplari del genere Salvia, le loro fioriture multicolori si possono osservare in particolare nella stagione fredda. Le salvie sono coltivate in varie zone del Giardino ma nella zona più prossima al mare, vicino al posto di ristoro, un'area è stata dedicata alle salvie degli ambienti aridi e si può seguire un percorso che vi accompagnerà alla loro scoperta.

Il genere Salvia, con circa 900 specie, è uno dei più importanti della famiglia Lamiaceae.

Molte salvie vivono in ambienti aridi nelle zone costiere, sui rilievi montani e nei deserti, in formazioni arbustive come la macchia, in boschi radi di querce, in cespuglieti bassi e radi, su suoli estremamente poveri.

Le specie sono riunite nelle terrazze presso la zona ristoro in base all‘origine geografica: Eurasia, Africa e America

Alcune salvie sono erbacee con foglie riunite in rosette basali, altre arbusti, da pochi centimetri a oltre un metro.

Il caratteristico aroma del fogliame di alcune specie è dovuto a particolari olii essenziali, dotati di proprietà antimicrobiche e antiossidanti, noti e utilizzati fin dai tempi più antichi in campo erboristico e medicinale.

I fiori sono visitati da insetti: bombi, api, vespe e, nelle zone di origine, anche da piccoli uccelli come i colibrì; questi “visitatori”, alla ricerca del nettare, spostandosi da un fiore all’altro compiono l’impollinazione, rendendo un servizio utilissimo alla pianta!

Osservando i fiori delle salvie, notiamo la caratteristica corolla bilabiata, in cui due petali formano il labbro superiore e tre quello inferiore.

Questa forma facilita l’impollinazione da parte di insetti con un meccanismo caratteristico descritto per la prima volta nella Salvia pratensis. I due stami hanno la forma a “bilanciere” per la presenza di un’appendice sterile che funziona come il braccio di una leva; l’impollinatore, con il polline sul dorso, aziona il meccanismo: nella visita di un secondo fiore della stessa specie il polline viene trasferito sullo stigma.


L’impollinazione delle salvie ai Giardini Botanici Hanbury – un sodalizio tra insetto e fiore

La Salvia ha sviluppato un proficuo sodalizio con diversi esemplari della famiglia degli Apoidei (bombi, api domestiche, ecc.) grazie ai quali avviene l’impollinazione per mezzo di un meccanismo perfetto che soddisfa le esigenze di entrambe le specie.
Il labbro inferiore del fiore di Salvia (formato da tre petali fusi insieme), diviene una sorta di “pista di atterraggio” per i bombi e le api, che, “atterrano” su di esso e si spingono verso l’imboccatura del fiore per aprirla e raggiungere i nettari, le ghiandole che producono il nettare, la sostanza zuccherina di cui si nutrono.
E’ a questo punto che si mette in moto il meccanismo: mentre l’imboccatura si apre i lunghi stami sono spinti ad abbassarsi, andando a posarsi sul torace e l’addome dell’insetto (ricoperti di corti peli in grado di trattenere il polline), quindi, quando l’impollinatore, dopo aver succhiato il nettare, esce dal fiore indietreggiando, è coperto del polline che servirà a impollinare altri fiori della stessa specie (gli Apoidei ricercheranno infatti sempre lo stesso nettare fino a quando non sarà terminata la fioritura).
Ad ogni nuova visita, oltre a impolverarsi nuovamente con i granuli di polline, l’insetto, spingendosi dentro al fiore, strofina il suo corpo sullo stigma (la parte superiore del pistillo) da cui i granuli di polline, penetrando nell’ovario, raggiungeranno gli ovuli per fecondarli.

Potete osservare come avviene l’impollinazione della Salvia radula in questa serie di 3 video girati ai Giardini Botanici Hanbury

VIDEO 1/3:      https://youtu.be/qNT4ENl-l1c

VIDEO 2/3:      https://youtu.be/5l0CXn2ArSk

VIDEO 3/3:      https://youtu.be/fuu6zz2hyB4